CERVIA AMA IL LIBRO FRA PACE E GUERRA

Venerdì 5 agosto Ore 21,30 - P.le dei Salinari - Cervia
CariromagnaOrdine dei giornalisti Emilia RomagnaPremio Ilaria AlpiProvincia di Ravenna

SENZA PACE, DA NASSIRIYAH A KABUL STORIE IN PRIMA LINEA
(ed. ed. Rubettino - Prefazione di ENRICO MENTANA)

Serata speciale in ricordo dell’operatore Rai Luciano Masi, organizzata da: “Cervia, la spiaggia ama il libro” e dalla Provincia di Ravenna, con la collaborazione dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e del Premio Ilaria Alpi.

L'autore

Andrea Angeli, giornalista, addetto stampa e peacekeeper; ha fatto parte dei contingenti dei caschi blu in Namibia, Cambogia, Timor Est ed ex Jugoslavia, dove è rimasto per dieci anni consecutivi. Sempre con le Nazioni Unite ha prestato servizio a Santiago del Cile, Baghdad e New York. E’ stato anche portavoce OSCE in Albania, dell’Autorità di Coalizione a Nassiriyah e dell’Unione Europea in Afghanistan. Con Rubbettino ha pubblicato Professione peacekeeper (2005)

Premio Luciano Masi, IV° edizione a ENRICO BELLANO cameraman Rai. premia DUILIO GIANMARIA, inviato speciale RAI.
Con la speciale partecipazione di: CLAUDIO CASADIO Presidente della Provincia di Ravenna, GERARDO BOMBONATO Presidente Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna, TERENZIO MEDRI Presidente Confcommercio Ascom Cervia e DAVIDE MASI. Conduce LETIZIA MAGNANI.

Il libro

SENZA PACE, DA NASSIRIYAH A KABUL STORIE IN PRIMA LINEA

Un peacekeeper in giro per il mondo da Kabul a Nassiriya, Cambogia, Cile e Namibia. Uno “zingaro della pace” (così definito da Gigi Riva de l’Espresso) il marchigiano Andrea Angeli è giornalista e scrittore. In libreria è appena uscito “Senza pace. Da Nassiriyah a Kabul storie in prima linea”, il suo nuovo libro (206 pagine, 14 euro) nel 2005 aveva già scritto per Rubettino "Professione peacekeeper" sulle sue esperienze da casco blu dell'Onu dove il suo racconto si fermava in Iraq. Angeli laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche ha cominciato a lavorare per le Nazioni Unite nel 1987. Il primo incarico è stato a Santiago del Cile, nel periodo in cui il Paese ha subito la faticosa transizione da Pinochet alla democrazia.

Il libro racconta, com’ è scritto nella prefazione di Enrico Mentana, di uomini e donne impiegati in missioni di pace con il loro dubbi, le ansie e i tormenti tra sconfitte e vittorie.  Episodi nascosti, raccontati dal buco della serratura della guerra in Afghanistan. Eroi per caso, come li definisce Angeli, caporali e generali, cooperanti e reporter d’assalto: tutte le loro esperienze raccontate con lo stile del peacekeeper. Angeli descrive i suoi tormenti e le sue paure con lo spirito rivolto verso quei luoghi, che all’uomo comune sembrano così distanti.

Il racconto ha inizio dal “buen retiro” della dolce Skopje, Macedonia. Angeli arriva dall’altro capo del mondo nell’inospitale Timor Est, nel sud est asiatico,  e approda nella terra “tormentata” dell’Afghanistan. Attraverso il suo racconto ci addentriamo negli intricati meccanismi della diplomazia internazionale. Ettore Sequi, ex ambasciatore d’Italia in Afghanistan, è uno dei protagonisti del volume, un uomo che, secondo Angeli, “fa venir voglia di essere italiani”.

Tra le pagine del racconto il ricordo di Angeli per i suoi compagni d’informazione caduti sui campi di battaglia:da Antonio Russo a Maria Grazia Cutuli, da Raffaele Ciriello a Miran Hrovatin, alla troupe RAI di Marco Lucchetta. «Un testimone attivo- scrive Mentana-  dei punti di frizione più importanti del pianeta, un professionista della pace capace di tenere le fila e divulgare le ragioni e i problemi, in tempo reale».  E aggiunge: «Per la seconda volta Angeli ci conferma che lo sa fare, raccontandoci una scelta di vita straordinaria, e facendoci conoscere mondi diversi, visti in ogni notiziario, letti su ogni giornale, e però solo apparentemente già noti».